
Le ho spento la tv e mi sono seduta davanti a lei: “mamma… mi racconti la tua vita?” Ho passato 4 ore meravigliose dentro l’azzurro infinito dei suoi occhi. Un percorso temporale dal 66 all’82.
In sidecar. Tra nicchie di segrete gioie e anfratti di insespressi timori.
Ho scoperto cose inimmaginabili e sfiorato segreti di famiglia, che lei nasconde sotto strati di imbarazzo.
Ho cercato di capire in che contesto sono nata, quali valori e norme hanno caratterizzato l’epoca e come queste possono influire sulla decisione di raccontare o tacere un’informazione.
I segreti di famiglia possono restare impliciti e non rivelati per anni o decenni. Spesso restano sepolti senza essere raccontati. E questo è un vero peccato.








bravisssssssima
mi sono venuti i brividi…
ti voglio tanto bene
T’invidio…. ed è un sentimento in positivo.,,
(Come vorrei, poter ancora ascoltare la voce di mia mamma e leggere nei suoi occhi, mentre “mi racconta la vita”…)
luciana – comoinpoesia.com
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Un’esperienza simile l’ho vissuta qualche anno fa, quando, in un letto d’ospedale, ho chiesto a mia madre (mmo Matri…alla Johnny Stecchino!) di raccontarmi della nostra “Famigghia”…
Ha cominciato a parlarmi con una voce che era sepolta nella mia mente; un pomeriggio pieno di nomi, parentele, storie di quella verghiana Sicilia Orientale d’origine … storditi dai quei profumi della memoria, anche il vicino di letto e un’infermiera sorridevano rapiti e commossi.