
Partendo dal presupposto che credo nulla succeda a caso mi chiedo: come mai Nelson è finito qui? Con me, nella mia casa, nella mia vita?
Può, ad esempio, avere un ruolo nel mio percorso evolutivo? Mi ha insegnato ad esser paziente e tollerante, questo sì! D’altronde sono gli ingredienti indispensabili per qualsiasi insegnamento!
Se volessi andare più a fondo direi che a volte mi ha esortato a prendermi più cura di lui/me. Mi ha dimostrato come si pratica la fiducia. E ovviamente definito il concetto di fedeltà.
Oserò di più: a volte ho l’impressione che Nelson con le sue paturnie, le sue fisse, i suoi trip non siano altro che il riflesso delle mie paturnie, delle mie fisse, dei miei trip. Forse lui è qui per prendersene un pochino delle mie, per prendersi una parte di peso…Conoscete il “gioco” dello specchio? Beh, il cane è il soggetto palesemente perfetto!
Non ho scelto Nelson, meglio: non l’ho programmato. L’idea di vivere con un cane neanche l’avevo mai considerata. E mai ne ho avuti, fatta eccezione per Dark, di cui ricordo solo qualche flash…
Con l’ammiraglio ho vissuto momenti di vero stress! Non ci capivamo, io non capivo neanche me stessa, ero completamente in palla, e sta cosa dal pelo più sporchevole del mondo aveva delle esigenze. A ripensarci in quel periodo ho solo preso da lui. Io mi sono appoggiata a lui, io ho tratto forza da lui, rigore, e naturalmente amore.
La prima cosa che ho capito è che per ascoltare innanzitutto bisogna stare zitti. E siccome Nelson non parla, dovevo stare zitta anche con la mente. Diventando così aperta e ricettiva.
Mi sono abbassata, mi sono messa a quattro zampe. Ho guardato il mondo dall’altezza dei suoi occhi. Se lui non poteva imparare la mia lingua allora dovevo io imparare la sua. Ho così scoperto di impersonare il festival dell’incoerenza. Effettivamente adottavo degli atteggiamenti che portavano lontano dalle intenzioni iniziali. Pretendevo e mi deresponsabilizzavo. Con Nelson e con la mia vita.
Ora, quando mi guardo allo specchio, mi vedo più serena, più calma, meno paurosa. Esattamente come vedo Nelson.








è vero…il cane (nel mio caso dedo) mi obbliga costantemente ad esserci, essere l’altro presente ed attento nella relazione tra uomo-cane, restituire almeno un po’ di quella concentrazione che lui mette nel seguire anche solo con lo sguardo ogni mio gesto, parola o espressione del viso diventando testimone x eccellenza della mia vita.
ciao, condivido quanto hai scritto. Sono convinta che questi esseri meravigliosi siano dei doni immensi che entrano nella nostra vita (chi per scelta, chi per caso) e ci aiutano a vivere meglio, ci migliorano, aumentano la nostra sensibilità. Assorbono le nostre ansie, le nostre menate e mi basta guardare la mia Floretta e tornare ai ricordi della mia impareggiabile Rhoda per guardarmi dentro. Con Flora è stato tutto difficile, io in preda alla disperazione per la morte di Rhoda e lei una cucciolina di 2 mesi, combattiva e indomabile. Poi ho capito che il problema ero (e sono) io. Ora le cose vanno meglio ma c’è ancora da lavorare. A volte lei è veramente sklerata e se mi fermo a riflettere… mi rivedo nei suoi atteggiamenti…
Io, della mia mamma, capisco ogni piccolo gesto o parola, detta anche sottovoce.
Lei mi guarda e capisce cosa sto pensando. Lo so.
Perché non sbaglia mai o quasi.
Il quasi è capitato solo una volta.
Il giorno dopo che ho partorito.
Non volevo nessuno vicino a me e ai miei cuccioli.
La mia mamma, troppo ansiosa, aveva deciso persino di dormire nella mia stanza, insieme a noi.
Io tra i tanti cuscini sparsi sul divano-letto aperto, ho scelto proprio il suo, e sopra ci ho mollato la pipì più lunga che potessi fare.
Non sapevo come farglielo capire che volevo la mia privacy.
Non mi ha sgridato, lei era molto triste, ha chiuso il divano-letto, mi ha guardato sconsolata e da quel momento ci ha lasciati soli sino a quando non sono stata io a cercarla.
Il nostro rapporto è speciale, come quello che c’è tra tante altre persone e i loro cani e nessuno può capirlo/comprenderlo/approvarlo sino a quando non si ha vicino un “puzzone peloso” che ti fissa con gli occhi languidi…
Lulù
Spesso rimanevo immobile con la mia Ambrina. La guardavo placida e serafica e provavo a immaginare come doveva essere pensare come un cane. Gongolare per una carezza, gioire per una passeggiata e arrabbiarsi per un merlo in giardino. Quando penso alla mia cucciolina mi sovviene una gran tranquillità!
Brava jimbao! Questo è quello che ha voluto insegnarti!
Tutto vero quello che hai scritto, Milla mi ha cambiato la vita, mi sono scoperta più buona e responsabile da quando ho lei.
Beh il problema è che gli occhioni di un Nelson ti guardano dentro …….
a volte penso che Leon sia la mia coscienza……. a volte la mia particella di sodio ….
povero, cosa avrà fatto di male per sopportarmi……..